L’Emigrazione italiana a La grande storia il 27 Agosto 2010

Un secolo di emigrazione italiana al centro della puntata de “La grande storia” in onda venerdì 27 agosto su Rai3 alle 21.10, intitolata “Polenta e macaroni”.
Nel 1903 una vignetta pubblicata su un giornale americano titola: “Occhio, zio Sam, sbarcano i sorci!”. E quei sorci, rappresentati mentre schizzano correndo fuori da una stiva, sono solo alcuni tra le migliaia e migliaia di italiani che si riversarono negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. L’avanguardia di una massa di migranti che tra il 1876 e il 1976 portò fuori dai confini nazionali in cerca di un lavoro ben 27 milioni di persone povere, affamate, impaurite, facile preda di agenti cui vendere le proprie braccia e i propri figli di appena sette otto anni, ceduti per 100 lire a trafficanti senza scrupoli per mendicare nelle piazze al comando di orchi ambulanti o lavorare davanti fuoco delle vetrerie francesi. Tanti i clandestini sulle navi per le Americhe o tra i sentieri delle Alpi, emigranti con tanto di passaporto e biglietto, ma accusati di essere ladri di posti di lavoro e crumiri. Linciati perché bastardi dal sangue nero. Considerati tutti anarchici, mafiosi, criminali. Disprezzati nelle miniere del Belgio perché considerati ancora alleati del nemico nazista. Vittime della xenofobia svizzera, che considera reato non grave l’omicidio di un italiano. Obbligati a nascondere i figli, a rintanarli in casa, a costringerli al silenzio per non essere espulsi: il documentario si propone di raccontare alcune di queste storie, alcuni di questi episodi tra i più difficili, brutali, inquietanti.
Dai viaggi in nave verso l’America ai massacri di New Orleans o della fabbrica Triangle di New York, dall’accusa di essere neri nel sangue a quella di esprimere un cattolicesimo primitivo e pagano.Dall’emigrazione fascista nelle colonie africane all’emigrazione del dopoguerra propagandata dal governo come contributo individuale alla ricostruzione dell’economia nazionale. Storie raccontate con l’ausilio di linguaggi diversi: la memoria delle testimonianze, il racconto delle immagini di repertorio, l’affabulazione di un narratore, i flash di una fiction d’epoca cinematografica

Fonte: Comunicato Stampa

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