Il Sorteggio su Rai1 il 25 Ottobre 2010

PRESENTAZIONE

Il Sorteggio è la storia, ambientata a Torino nel 1977, di Tonino Barone, un operaio della Fiat Mirafiori, interpretato da Giuseppe Fiorello, che verrà  sorteggiato come giurato popolare al primo processo al nucleo storico delle Brigate Rosse.
La sceneggiatura, Menzione Speciale come miglior Sceneggiatura originale al Premio Solinas, è di Giovanni Fasanella, scritta con Giuseppe Rocca e Giorgio Glaviano e con la collaborazione di Giacomo Campiotti, che ne firma anche la regia, e Giuseppe Fiorello. Una coproduzione Rai Fiction — Artis, in onda lunedì 25 ottobre alle 21.10 su Rai1.
Tonino è’ un operaio come tanti altri, senza particolari interessi politici e con una percezione assai labile dello Stato, vissuto come un’entità  astratta e comunque lontana dal cittadino comune. Ma ha una passione per il tango, dove riversa ogni aspirazione di riscatto sociale.
All’inizio non sa neppure bene in quale processo dovrà  fare il giudice popolare e, nella sua inconsapevolezza, pensa di aver vinto quasi un terno al lotto: un’occasione per allontanarsi dal duro lavoro della fabbrica. Via via, però, appreso che dovrà  giudicare i brigatisti rossi, prende sempre più coscienza del pericolo. Un pericolo che si materializza intorno a lui con crescente aggressività .
Nel clima di paura che si diffonde in città  in seguito ad una serie di attentati, Tonino si rende conto della difficile situazione in cui si trova e del ruolo delicatissimo che è chiamato ad assolvere. E questo gli provoca conflitti e lacerazioni tremende, lo spaventa e lo pone, per la prima volta nella sua vita, dinanzi alla necessità  di una scelta. Una scelta che richiede coraggio. Intanto Anna (Gioia Spaziani), la sua donna, che non sa ancora del processo, decide di mettere fine alla relazione proprio alla vigilia del matrimonio: pur amandolo, giudica Tonino immaturo e inaffidabile. Tuttavia, la passione per il tango è ciò che li accomuna e li unisce. Tonino e Anna continueranno a ballare insieme allenandosi in vista di una gara che entrambi vogliono vincere ad ogni costo.
Come sfondo, la Fiat e il rapporto di Tonino con i suoi compagni di lavoro. Innanzitutto Gino (Giorgio Faletti), quasi una figura paterna, l’operaio sindacalizzato e intransigente che sostiene la necessità  di combattere strenuamente il terrorismo all’interno della fabbrica. Barbero (Mimmo Mancini), un arrabbiato simpatizzante delle Br. E in mezzo, Salvatore (Francesco Grifoni), bella figura di ricco borghese che ha scelto la professione di operaio, ma che alla fine mostrerà  il suo lato più inquietante.
Dunque, Tonino, l’uomo qualunque e apparentemente senza qualità , pur tormentato dal dubbio e dalla paura, in una progressiva presa di coscienza dell’importanza dell’impegno civile, accetterà  di fare il giudice popolare.
Scelta da eroe, perché maturata in un contesto in cui il terrore indurrà  molti altri giurati a rinunciare. E che alla fine gli permetterà  di riconquistare il cuore di Anna. Da segnalare, Ettore Bassi, nel ruolo del presidente della Corte

L’ambientazione
Il Sorteggio è stato interamente girato a Torino dove la produzione, grazie al supporto della Torino Piemonte Film Commission, ha individuato luoghi e ambientazioni rispondenti alle esigenze storiche del film. A Torino la FIAT ha messo a disposizione lo stabilimento componentistica ITCA, per gli interni della fabbrica, e lo stabilimento Magneti Marelli per gli esterni. In tutte le scelte delle location, gli spazi, i macchinari e gli arredi sono quelli dell’epoca. Anche per gli interni di carattere privato, le scelte sono andate verso quei luoghi della città , come il quartiere Mirafiori, che potevano garantire, al meglio, la rispondenza storica con il periodo di ambientazione del film.
La premessa storica
A Torino nel maggio 1976 ebbe inizio un processo unico nella storia della Giustizia italiana, quello al nucleo storico delle Brigate rosse. Quarantasei imputati, undici dei quali detenuti (tra di loro Alberto Franceschini, Prospero Gallinari, Renato Curcio, Maurizio Ferrari), ai quali venne contestato, per la prima volta dal 1945, il reato di “costituzione di banda armata finalizzata al sovvertimento violento dell’ordine democratico e delle sue istituzioni”. Quel processo fu un evento eccezionale, da ricordare a trentaquattro anni dal suo inizio e a trentatre da uno dei suoi momenti più drammatici: l’assassinio, avvenuto il 28 aprile 1977, del Presidente dell’Ordine degli avvocati del Piemonte Fulvio Croce.
Ma quel processo rappresentò in verità  qualcosa di ancora più straordinario, non tanto dal punto di vista della cronaca giudiziaria, quanto per i problemi giuridici e per le implicazioni tecniche che provocò: la condotta in aula degli imputati, decisi a scardinare le regole del “processo borghese”, si concretizzò, infatti, nel rifiuto di riconoscere allo Stato il diritto-dovere di giudicare, nella negazione delle regole del sistema giudiziario e nella messa in scena del primo e unico “processo guerriglia” della storia repubblicana italiana. Il processo contro il nucleo storico delle Brigate rosse iniziò nel maggio 1976 e si concluse, oltre due anni più tardi, nel giugno 1978. In quei ventiquattro mesi l’offensiva del partito armato organizzò e mise in pratica quel salto di qualità  che si sarebbe poi concretizzato in via Fani, il 16 marzo 1978, con il rapimento di Aldo Moro e l’uccisione degli uomini della sua scorta. In quei ventiquattro mesi il processo di Torino subì infiniti rinvii e sospensioni per la difficoltà , dapprima, nel nominare i difensori d’ufficio degli imputati, continuamente sottoposti alle minacce e alle intimidazioni dei brigatisti, poi per l’impossibilità  di comporre la giuria popolare. Dopo l’omicidio dell’avvocato Croce, e in seguito a un’ offensiva incalzante, i cittadini chiamati a farne parte declinavano sistematicamente l’invito, presentando alle cancellerie dei tribunali certificati di sindrome depressiva che, in realtà , testimoniavano il clima di terrore che aleggiava sul processo e dinanzi al quale non c’era ragion di Stato o senso civico

Fonte: Comunicato Stampa

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