Il Generale Della Rovere su Rai1 il 9 e 10 Ottobre 2011

Una storia che racconta la metamorfosi psicologica di un uomo di malaffare che, nel 1945, recupera la propria dignità  sacrificando se stesso per una “giusta causa”. La vicenda di un uomo che dopo una vita di truffe e raggiri si ritrova a capire l’importanza della solidarietà  e dell’amor di patria diventando un “eroe per caso”.

“Il Generale Della Rovere”, una coproduzione Rai Fiction — Rizzoli Audiovisivi, per la regia di Carlo Carlei. Con Pierfrancesco Favino nei panni di Giovanni Bertone, Hristo Shopov (colonnello Mà¼ller), Raffaella Rea (Olga) , Andrea Tidona (Bacchelli), Matt Patresi (Mario Valeri alias Fabrizio), Michele Nani (Ceraso) e Alexandra Dinu (Valeria). Una miniserie ispirata al racconto di Indro Montanelli pubblicato nel 1959, un racconto con evidenti elementi autobiografici riferiti al periodo in cui il grande giornalista fu detenuto nel braccio dei prigionieri politici nel carcere di San Vittore. Nello stesso anno della pubblicazione da quel racconto fu tratto l’omonimo film di Roberto Rossellini con protagonista Vittorio De Sica. Il film vinse il Leone d’Oro a Venezia ex aequo con “La Grande Guerra” di Mario Monicelli.

E fu Rizzoli a pubblicare il racconto di Montanelli, a produrre il film di Rossellini e ora, sempre Rizzoli, firma la produzione della miniserie per Rai1 che, rispetto alla pellicola di Rossellini, è più fedele al racconto originario. Su Rai1 domenica 9 e lunedì 10 ottobre, in prima serata.

1944. l’Italia è occupata dai nazisti. In una Genova devastata dalla guerra Giovanni Bertone, uomo bieco e giocatore incallito, conduce una “vita misera” tra una truffa e l’altra. Il suo obiettivo è fare soldi, senza scrupoli. Così millantando conoscenze illustri e amicizie altolocate imbastisce una truffa ai danni dei familiari dei prigionieri di guerra italiani detenuti dalle SS. Bertone riesce a estorcere denaro ai parenti dei carcerati promettendo in cambio la loro liberazione, cosa , ovviamente, che nessuno, tanto meno Bertone, avrebbe potuto garantire. Il suo vile gioco però viene scoperto dal comandante delle SS Mà¼ller. La condanna per quel reato è pesante: lavori forzati o fucilazione. Nel frattempo gli uomini di Mà¼ller riescono a catturare un generale badogliano, Fortebraccio Della Rovere, un uomo chiave, destinato ad assumere il comando della Resistenza Antinazista nel Nord Italia. Nonostante l’ordine di tenerlo in vita, qualche cosa, nell’operazione, va storta. Per sbaglio il generale Della Rovere viene ucciso e con la sua morte sfumano, per i vertici delle SS, tutte le possibilità  di ottenere rivelazioni importanti sul nemico e sui movimenti della Resistenza sul territorio della Repubblica di Salò.
Informazioni che di certo avrebbero fatto la differenza.

Il colonnello Mà¼ller, però, ha pronto un piano di riserva.
Imbastisce una trappola per i partigiani inviando un falso generale Della Rovere nel carcere di San Vittore. La scelta cade su Bertone. Personaggio facilmente ricattabile a causa dei suoi traffici con le SS e particolarmente adatto al ruolo di spia per il suo animo privo di scrupoli e la sua abitudine a mentire, a raggirare. Mà¼ller è certo che potrebbe con facilità  farsi passare per il generale Della Rovere e riuscire a estorcere informazioni ai detenuti di guerra.

Per la prima volta, nella sua vita, Bertone veste i panni di un uomo d’onore. Un peso che, nell’orrore della vita in carcere, comincia a risvegliare in lui un senso di rivalsa.
Ed ecco che la finzione si trasforma in realtà . Bertone riscopre valori dimenticati e si ritrova un uomo diverso, coraggioso come non lo era mai stato. Ed è così che l’antieroe si scopre tanto valoroso da sacrificare se stesso per non tradire i partigiani e, con loro, la salvezza dell’Italia

LA STORIA

Prima puntata
Genova, 1944. Giovanni Bertone, incallito giocatore d’azzardo, vive di piccole e grandi truffe: in cambio di soldi promette ai parenti dei prigionieri politici catturati dalle SS la liberazione dei loro cari. Sfidando il coprifuoco per andare a riprendersi il suo cavallo Fosco, Bertone si imbatte in un colonnello della Wehrmacht, Mà¼ller: un incontro che avrà  conseguenze per entrambi.
Insieme al suo cavallo Fosco, Bertone trova la piccola Ada, figlia dell’ amico Sandrino, rimasta sola dopo l’arresto del padre da parte dei tedeschi. La simpatica scaltrezza della bambina convince Bertone a portarla con sé, con la promessa che l’aiuterà  a liberare il padre.
A corto di soldi, Bertone chiede in prestito dei gioielli alla fidanzata Valeria, che però si rifiuta di aiutarlo. Tenta così una truffa in una casa chiusa, dove ritrova Olga, una prostituta con cui aveva avuto una storia sentimentale qualche anno prima; l’affetto che lo lega ancora ad Olga lo fa desistere dal portare a compimento la truffa, ma Olga, ancora innamorata di lui, gli regala tutti i suoi risparmi.
Bertone, incapace di resistere al vizio del gioco, li perde tutti. E’ così costretto a far partecipare Fosco ad una corsa clandestina di cavalli organizzata da Blasco, un malvivente. Grazie all’aiuto di Ada, Bertone riesce a vincere la gara.
Nello stesso momento, sul litorale ligure, sbarca in segreto il generale Della Rovere, uno dei capi della Resistenza nell’Italia settentrionale. I Tedeschi, a conoscenza del suo arrivo, hanno l’ordine di catturarlo vivo ma, nel tentativo di bloccarne la fuga, il generale viene ucciso. Il colonnello Mà¼ller decide di non rivelare a nessuno la notizia della morte di Della Rovere.
Nel frattempo Bertone, denunciato da una vittima delle sue truffe, viene arrestato e finisce davanti a Mà¼ller. Il colonnello, impressionato dalla capacità  di Bertone di mentire spudoratamente, gli propone un accordo. Bertone dovrà  impersonare il generale Della Rovere e, una volta in carcere, ottenere informazioni sulle attività  della Resistenza e riferirle a Mà¼ller. In cambio avrà  la libertà .
Dopo aver salutato Ada e Olga, Bertone viene condotto nel carcere di San Vittore a Milano, pronto a vestire i panni del generale Della Rovere.

Seconda puntata
A San Vittore, Bertone comincia a spacciarsi per Della Rovere e subito comprende i rischi della sua posizione: affidato alla stretta sorveglianza del Colonnello Franz, da un lato cerca di conquistarsi la fiducia dei detenuti ‘politici’, dall’altro lato sa che può incorrere in qualche errore o in qualcuno che abbia conosciuto il vero generale. In entrambi i casi lo aspetta la morte: se non collaborerà  con Mà¼ller le SS lo fucileranno; se verrà  scoperta dagli altri detenuti la verità  sulla sua identità  e il suo ruolo di spia gli spetterà  la pena che i detenuti politici assegnavano alle spie: la morte. Bertone entra in contatto con il detenuto Bacchelli e, salvandolo da un’ispezione di Franz, luogotenente di Mà¼ller, si conquista la sua fiducia e quella di altri detenuti politici, che stanno organizzando una fuga per ricongiungersi ad altri affiliati alla resistenza.
Per non destare sospetti, Bertone è costretto a tacere quest’informazione a Mà¼ller e a prendere parte all’evasione. Tenta di scappare ma non ci riesce e proprio quando il gruppo dei fuggiaschi si riunisce con gli uomini del comandante Fabrizio, l’uomo che doveva incontrarsi con il vero Della Rovere, arrivano le SS e riportano tutti a San Vittore. Il delatore che li ha traditi viene ucciso.

Fra i nuovi prigionieri si nasconde dunque Fabrizio, ma i tedeschi e Bertone non sanno chi sia. Convocato da Mà¼ller, Bertone cerca di prendere tempo ben sapendo che la sua posizione si sta
aggravando. Intanto, Franz fa torturare Bacchelli che resiste e non parla. Rinchiuso in isolamento con Bertone, l’uomo per timore di cedere alle successive torture si toglie la vita. Bertone, scioccato dal suo sacrificio, implora Mà¼ller di lasciarlo andare — non se la sente più di continuare a mentire — ma Mà¼ller, per rendere priva di ogni ombra la sua persona, lo rispedisce in carcere dopo averlo fatto malmenare.
La solidarietà  degli altri detenuti, genera una profonda mutazione in Bertone, che decide di non collaborare più con Mà¼ller. Al fine di costringerlo a dire chi sia Fabrizio, Bertone viene fatto rientrare da Mà¼ller tra i possibili condannati alla fucilazione, che vengono prelevati dal braccio dei politici per una rappresaglia, seguita ad un nuovo attentato partigiano ai danni di alcuni soldati tedeschi.
Nella terribile notte che precede l’esecuzione, Bertone identifica finalmente Fabrizio: tra i due uomini, una stretta di mano come un ideale passaggio di consegne. Bertone chiamato tra gli effettivi condannati, si avvia al muro ma Mà¼ller lo blocca e gli chiede per l’ultima volta di rivelargli chi sia Fabrizio, promettendogli in cambio la libertà  e un salvacondotto anche per Olga e la piccola Ada, che lo hanno raggiunto in carcere e gli danno un ultimo, straziante saluto. Ma Bertone è ormai diventato un patriota, com’era stato il vero Della Rovere. Non cede e prima di spirare grida “Viva l’Italia”, avendo trovato nella solidarietà  per gli altri detenuti

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