Il giovane Montalbano – la nuova serie in sei episodi su Rai1 dal 23/02/2012

Sei film evento in onda su Rai1 in prima serata da giovedì 23 febbraio. Seguendo la struttura del filone narrativo del Montalbano classico, nato dalla penna di Andrea Camilleri, sarà  ripercorsa a ritroso la storia del commissario più famoso e amato della tv. Con Michele Riondino nei panni del giovane Salvo. Firma la regia Gianluca Maria Tavarelli.

PRESENTAZIONE

Salvo Montalbano è ormai uno di noi. Seguiamo da anni le sue avventure, partecipiamo alle sue indagini come fossimo parte del commissariato di Vigà ta, e pensiamo di sapere tutto di lui, come se fosse un componente della nostra famiglia. Ma non è così. Ed ecco, una nuova serie evento, tratta dai mirabili racconti di Andrea Camilleri editi da Mondadori, portare in prima serata su Rai1 Salvo Montalbano negli anni della gioventù. Un tuffo nel passato per ripercorrere le parentesi di vita che hanno forgiato il carattere di quello che, pagina dopo pagina, episodio dopo episodio, per tutti è diventato l’amatissimo Commissario Montalbano. Un viaggio a ritroso nel tempo che, per sei appuntamenti, farà  scoprire debolezze, fragilità  ma anche la grande forza e la straordinaria determinazione di un ragazzo che prima di raggiungere la maturità  e diventare il Salvo Montalbano che tutti conosciamo, dovrà  vedersela con scelte di vita importanti, con le incertezze del futuro, rapporti personali difficili e le immancabili turbolenze dell’amore.

“Il giovane Montalbano”, una coproduzione Rai Fiction — Palomar, prodotta da Carlo Degli Esposti e Nora Barbieri con Max Gusberti. Firmano il soggetto Francesco Bruni e Andrea Camilleri.

Con Michele Riondino, nella parte di Salvo Montalbano e Sarah Felberbaum nei panni di Livia, Alessio vassallo (Mimì Augello), Andrea Tidona (Carmine Fazio), Fabrizio Pizzuto (Catarella), Beniamino Marcone (Giuseppe Fazio) e Adriano Chiaramida (padre di Montalbano). La regia è di Gianluca Maria Tavarelli.

Montalbano non è stato sempre il responsabile del commissariato di Vigà ta. Non ha sempre abitato nella splendida casa in riva al mare di Marinella. Non è sempre stato l’amico fraterno di Augello. E, soprattutto, non è stato sempre il fidanzato di Livia. Fa impressione pensarlo, proprio perché di lui crediamo di sapere tutto, come di una persona di famiglia. Ma proprio come una persona di famiglia, anche Montalbano può ancora riservarci qualche interessante sorpresa.

Perché il Montalbano che conosciamo e che amiamo è, come tutti, il risultato di una serie di esperienze vissute nel periodo più delicato della vita: la giovinezza. Un periodo in cui si impara a essere quello che si è, in cui si capisce di chi ci si può fidare e di chi temere anche il minimo contatto. In cui si impara ad amare e a odiare, in cui si comprende il modo di agire delle persone, e, nel caso di un poliziotto, in cui si comincia a capire la mentalità  dei criminali.

Questa serie, ambientata all’inizio degli anni Novanta, racconta quindi come si è formato il mondo di Montalbano come lo conosciamo: dal suo primo incarico nel paese di montagna di Mascalippa, al trasferimento a Vigà ta, dove Montalbano aveva già  vissuto qualche tempo da ragazzo. E, ancora, il difficile rapporto del commissario col padre, gli inizi della sua amicizia con Augello, il colpo di fulmine con Livia – che segue la relazione a distanza con Mery . Si capirà  come e perché Montalbano è diventato quel personaggio così vero e completo che tutti conosciamo e amiamo.

Ma in questa serie Montalbano non è solo un giovane che diventa uomo, è anche un commissario che già  alle prime armi dimostra la sua abilità  nel risolvere casi intricati, costruiti a partire da alcuni racconti di Camilleri, in cui lo spettatore ritroverà  le atmosfere e i procedimenti investigativi a cui è abituato. E non poteva certo mancare, nella costruzione del mondo di Montalbano, il fidato Catarella, l’agente tenero e imbranato che non azzecca un cognome neanche per sbaglio. Il suo rapporto speciale con l’amato commissario è noto e rappresenta una spina dorsale della narrativa camilleriana. Ma perché Montalbano e Catarella sono così legati? E come mai il commissario sopporta con rassegnazione gli strafalcioni del centralinista?

A queste e altre domande i 6 film daranno una risposta, per far sì che gli spettatori italiani conoscano il loro amatissimo commissario “pirsonalmente di pirsona”

LA PRIMA INDAGINE DI MONTALBANO

Tratto dai racconti di Andrea Camilleri “La prima indagine di Montalbano” contenuto nella raccolta “LA PRIMA INDAGINE DI MONTALBANO e “Cinquanta paia di scarpe chiodate” contenuto nella raccolta “UN MESE CON MONTALBANO”, edite da Arnoldo Mondadori Editore

Nell’autunno del 1990, Salvo Montalbano è un giovane vicecommissario in servizio a Mascalippa, uno sperduto paese di montagna della Sicilia più segreta. Il suo superiore è Libero Sanfilippo, un commissario saggio ed esperto, che gli insegna come muoversi nelle indagini più intricate. Ma il carattere di Montalbano, insofferente alle regole e attento più all’umanità  delle persone che alle apparenze, si manifesta già  in questo suo periodo di apprendistato: nell’indagine sull’omicidio di Casio Alletto, un mezzo delinquente con precedenti per furto di bestiame, Montalbano sa benissimo che il colpevole non può essere il pastore Tano Borruso, l’unico in paese a possedere un paio di scarponi chiodati simili a quelli usati per uccidere l’Alletto. Lo sa perché crede di conoscere gli uomini, e Tano Borruso non è un assassino. Quando viene promosso vicequestore a Palermo, Sanfilippo potrebbe proporre a Montalbano di sostituirlo come commissario a Mascalippa. Ma Sanfilippo si rende conto che il suo giovane e dotato allievo mal sopporta il freddo di quel paese di montagna e soprattutto soffre la lontananza dall’amato mare, e dalla cucina di pesce. Così chiede al ministero che anche lui venga trasferito. Il giovane vicecommissario è fidanzato con Mery, un’insegnante che lavora a Catania e che lo raggiunge per il fine settimana. Salvo vuole molto bene a Mery, ma è a disagio quando la ragazza vorrebbe dare alla loro relazione l’aspetto di un matrimonio, o perlomeno di una convivenza. Ed è proprio Mery che, grazie a uno zio che lavora al ministero, che rivela a Salvo la sua prossima destinazione: commissario capo a Vigata. Per Montalbano si tratta di un ritorno, dal momento che proprio a Vigata, città  di mare in provincia di Montelusa, il giovane commissario ha passato l’infanzia dopo la morte della madre. E a Vigata vive ancora il padre di Montalbano, con cui Salvo non sembra avere un buon rapporto. Però Vigata è sul mare, e questo è sufficiente per riempire di gioia l’animo del commissario. Che riesce subito a trovare un ristorante che soddisfa pienamente le sue richieste. Vede anche una casa sul mare che gli piacerebbe affittare, ma Mery lo dissuade: chissà  quanto costerà … Montalbano ci lascia il cuore, in quella casa, e per il momento si adatta nella foresteria del nuovo commissariato. Qui fa la conoscenza di Carmine Fazio, un esperto agente che gli è di grande aiuto: Montalbano infatti deve scontrarsi con le difficoltà  di un ragazzo di trent’anni a cui viene affidato un ruolo di responsabilità . Ma Montalbano trova nel commissariato di Vigata quella famiglia che forse non ha mai avuto. E trova anche un fratello minore di cui il questore gli chiede di occuparsi: Agatino Catarella, un poliziotto rimasto orfano, dall’animo semplice. Catarella si rivela subito estremamente grato al commissario che, sorvolando su certi suoi problemi con la comprensione dei nomi, lo prende sotto la sua protezione e gli assegna il delicato compito di centralinista del commissariato. In poco tempo, Montalbano è riuscito a risolvere il caso dell’omicidio Alletto a Mascalippa, scagionando il pastore Borruso e trovando il colpevole, e al tempo stesso ha avuto il suo battesimo del fuoco a Vigata: sventa il piano di una ragazza, Viola, che voleva punire il malvivente che l’aveva violentata, ma al tempo stesso fa in modo di arrestare il responsabile della violenza. àˆ nato il Montalbano che conosciamo: il poliziotto capace di inventarsi mille modi, non sempre ortodossi, per assicurare alla giustizia i colpevoli

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