Partiti chiedono più frequenze per l’emittenza locale

Con il passaggio al digitale terrestre molte piccole emittenti televisive saranno costrette alla chiusura, con gravi ripercussioni occupazionali (si parla di circa 10mila addetti), ma anche in termini di informazione dai territori. La delibera dell’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni n. 300/10/CONS relativa al piano nazionale di assegnazione delle frequenze, assegnando le frequenza per la realizzazione di 25 reti nazionali, non consente di garantire il rispetto della riserva di almeno un terzo dei programmi irradiabili all’emittenza televisiva locale.

Oggi alla Camera sono calendarizzate le mozioni sull’assegnazione delle frequenze televisive presentate dai deputati di tutti i gruppi parlamentari (anche il Pdl) che chiedono tutte al governo di impegnarsi per ridurre il numero dei multiplex (e quindi delle frequenze) attualmente assegnati — in via provvisoria e in attesa del completamento della fase di transizione al digitale — all’emittenza nazionale, dando attuazione a quanto previsto sia dalla legge n. 249 del 1997, sia dalla delibera dell’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni n. 181/09/CONS, che prevedono espressamente che il piano nazionale di assegnazione delle frequenze (pnaf) riservi almeno un terzo dei programmi irradiabili all’emittenza televisiva locale

Fonte: AgenParl

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