La Vuelta a Espana su Eurosport in diretta dal 18 Agosto 2012

Comincia, da Pamplona, la 67 ª edizione della Vuelta a Espaà±a: subito una spettacolare crono squadre per il prologo prima di 13 tappe di media/alta montagna, 10 arrivi in salita (7 “classici” più 3 su strappi secchi) per vestire la roja a Madrid, dopo 3.360 chilometri, il 9 settembre. Dopo il controverso Tour de France dei 100 chilometri a cronometro, si torna alle tradizioni con un grande giro a tutta scalata, una sola e breve crono individuale (40 km da Cambados a Pontevedra, Tappa 11) e le più belle salite – la Bola del Mundo, i Lagos de Covadonga, Puerto de Ancares, gli inediti Cuitu Negro e il Mirador de Ezaro – così affini alla nostra corsa rosa, perché riunite nei finali di frazione e con ridotta lunghezza media di tappa, ma con durissime rampe fino al 25%. Dopo tredici anni poi, la Vuelta torna a Barcellona con un suggestivo arrivo a Montjuic.

CONTADOR, FROOME E PURITO Mancano molti dei migliori corridori mondiali, ma l’attesa disputa tra Christopher Froome e Alberto Contador infiammerà  la Vuelta prestissimo – terza tappa con traguardo ad Arrate e la celebre salita della Vuelta al Pais Vasco, l’Estacion de Valdezcaray il giorno dopo – senza dimenticare Joaquim Purito Rodriguez che, dopo aver perso nella crono di Milano un Giro d’Italia corso da grande protagonista, potrebbe prendersi la roja in Galizia al traguardo di Dumbria (Tappa 12) grazie al congeniale strappo conclusivo verso il Mirador de à‰zaro. Al via quattro vincitori della Vuelta: Contador, che ha vinto nella sua unica partecipazione (2008), Denis Menchov – iridato 2005 e 2007, quest’anno per tanta ruota in montagna a Rodriguez, leader Katusha – Alejandro Valverde (2009) e il detentore, Juan José Cobo, entrambi per la Movistar. Lo scorso anno Cobo è stato il lucky outsider della corsa, ma quest’anno la Sky, dopo una Grande Boucle onnipervasiva, non ripeterà  gli errori della scorsa edizione quando, dopo l’impasse di Bradley Wiggins sui Pirenei, concesse il licet a Froome troppo tardi per colmare il gap su Juanjo. Lo scenario è cambiato, perché Wiggy Stardust, dopo i fasti del Tour e della crono olimpica, non ci sarà , e perché Froome, dopo tante insofferenze da gregario a sei zeri, finalmente si presenta a Pamplona con i gradi da capitano della squadra più forte, anche se ridimensionata rispetto al Tour: Skyes senza regista (Michael Rogers), ma con l’indefesso Richie Porte e il talento di Rigoberto Uran – maglia bianca al Giro e argento olimpico – a disposizione del keniota britannico.

VUELTA IN CERCA D’AUTORE – Potrebbe essere un duopolio Froome-Contador o un craque di Rodriguez, ma sono attesi altri interpreti per una Vuelta in cerca d’autore: da Jurgen Van Den Broeck (Lotto-Belisol) dopo l’ottimo Tour, alla voglia di rivalsa di Robert Gesink (Rabobank, occhio anche a Mollema) che invece in Francia è stato sfortunatissimo e si è dovuto ritirare; dal capitano Vacansoleil, Thomas De Gendt (podio al Giro) a Roman Kreuziger (supportato da Paolo Tiralongo, ex-gregario di Contador) per l’Astana senza Vinokourov, fino ai francesi Gadret e Roche (AG2R) per la top-ten finale. E poi c’è la Euskaltel, che proprio sulle strade dei Paesi Baschi partirà  senza Samu Sanchez – rientrato a San Sebastian dopo l’infortunio al Tour, ma non ancora in condizione per un grande giro – provandoci con Igor Anton, mentre la Radio-Shack senza fratelli Schleck promuove Ian Bakelants, Thiago Machado e Maxime Monfort.. Le ruote veloci più attese sono quelle di Tom Boonen (Omega Pharma) Thor Hushovd (BMC) e il nostro Daniele Bennati (Radio-Shack) per gli sprint (primo arrivo in volata domenica a Viana) e Tony Martin, oltre a Froome, per le prove a cronometro.

ITALIA A RIME SPARSE – La partecipazione di Damiano Cunego è per molti una variabile, tra ambizioni di classifica e vittorie di tappa, ma per noi le strade della Vuelta sono state scelte dal veronese come migliore test per i Mondiali di Valkemburg. Cunego sarà  il leader della Lampre, mentre l’altra squadra italiana al via, la Liquigas-Cannondale, non può contare su Vincenzo Nibali – che ha vinto la Vuelta nel 2010, ma si congederà  dalla squadra, prima di passare all’Astana, in Colorado – e cercherà  di non uscire prematuramente dalla classifica con Eros Capecchi. Nella Farnese ci sono Cimolano, Marzano, Possoni, Vigano e Graziato; in Liquigas Da Dalto, Dall’Antona, Marangoni, Ratto, Salerno, Agnoli, Oss, Sabatini ed Elia Viviani, che torna su strada dopo l’omnium da pistard ai Giochi Olimpici. Italiani sparsi, per un totale di 30 partecipanti, nelle altre squadre: da Belletti e Nocentini in AG2R, a Ballan, Pinotti e Santambrogio per la BMC fino a Caruso e Luca Paolini della Katusha. Qualche risultato potrebbe arrivare da Dario Cataldo, tra i migliori della Omega e per concludere due nomi per la maglia bianca Under-25: Nairo Quintana (Movistar) e lo statunitense della Garmin Andrew Talansky,che ha stupito in Romandia

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